In difesa della psicoanalisi
Nascita della psicoanalisi e sua relazione con la scienza

Una delle questioni che da sempre accompagnano il discorso psicoanalitico è il dubbio sulla possibilità o meno di annoverare la psicoanalisi nell’ambito delle scienze. Gli interrogativi in proposito sono abbondanti. La psicoanalisi è una scienza? Che rapporto c’è tra psicoanalisi e scienza? Perché la psicoanalisi è nata con Freud e non prima?
Nel libro In difesa della psicoanalisi, Di Ciaccia, assieme ad altri tre psicoanalisti di diversa formazione, illustra chiaramente la questione e risponde a queste domande.
Il punto di partenza è l’inconscio, il concetto basilare della psicoanalisi e nucleo essenziale dell’essere umano. L’inconscio è stato individuato e denominato da Freud, ma in sé e per sé è una dimensione da sempre intrinseca all’uomo in quanto soggetto parlante. Riguarda infatti qualcosa concernente un luogo altro dove avvengono dei movimenti, le cui dinamiche ci sono sconosciute, ma detengono uno statuto performante sulla nostra vita. In altre parole, c’è qualcosa d’altro nell’essere umano che determina le sue traiettorie al di fuori della consapevolezza. Il motivo di ciò è la possibilità del linguaggio: l’inconscio, indipendentemente dalla definizione freudiana, esiste in quanto il soggetto parla, quindi da sempre.
La psicoanalisi invece esiste dal 1895. Perché? Nel secondo volume degli Scritti, nel capitolo intitolato “La scienza e la verità”, Lacan scrive:
Questo passaggio risponde alla domanda. La psicoanalisi non è nata prima di Freud, dal momento che mancava la scienza moderna. Di Ciaccia spiega che:
la scienza moderna […] sorge in Occidente a seguito di una visione del mondo e del cosmo mutata rispetto alla visione dell’antichità e del medioevo. […] Si passò, cioè, da una dottrina della conoscenza qualitativa a una epistemologia quantitativa, matematica, fondata sulla formalizzazione dei fenomeni fisici.
Stando così le cose, l’abbinamento fecondo di due fattori, quali l’interesse per i fenomeni psichici (inconsci) e il periodo storico dominato dal discorso scientifico in cui si trovò a vivere, portò Freud a voler spiegare l’inconscio non in termini magici o religiosi, considerati ormai insufficienti, ma traslando le sue riflessioni su un piano scientifico, ossia legando le proprie osservazioni a spiegazioni di tipo matematico, come appunto la scienza richiedeva.
Freud non si fermò sul senso, ma cercò la causa. E il senso ha sempre come orizzonte il misterioso, sia pure nelle sue varianti religiose o magiche, mentre la causa ha sempre come orizzonte la scienza.
Nasce così la psicoanalisi. A questo punto si deve valutare se la psicoanalisi possa essere o meno considerata una scienza. Di Ciaccia, nel libro, prosegue ad indagare la questione, sostenendo che ad oggi la psicoanalisi non rientra per nulla nella cerchia delle scienze e che Lacan ha cercato di deviare il testa a testa tra psicoanalisi e scienza, portando la psicoanalisi sulla via conoscitiva della linguistica e della logica e focalizzando l’attenzione sull’unica strada percorsa e percorribile in psicoanalisi che è l’uso della parola.
Attraverso la scientificità della linguistica di Saussure e Jakobson, Lacan ha avvicinato la psicoanalisi al versante della scienza. Tuttavia rimetterà in discussione questa posizione e arriverà a dire che in psicoanalisi, più che di scienza, si tratta di pratica. Ciò significa, continua Di Ciaccia, che l’analista «è responsabile dell’atto che gli compete». Inoltre, diversamente da come farebbe se avesse tra le mani una scienza, egli non può agire facendo ricorso ad una teoria precostituita valida universalmente, ma dovrà calibrare differentemente il proprio intervento di volta in volta sia con pazienti diversi, sia con lo stesso paziente nei vari momenti del processo analitico.
Mentre la scienza ricerca le leggi universali, la psicoanalisi non sarebbe tale se non si basasse sulla particolarità soggettiva come unico terreno da cui partire e su cui lavorare. Nei due ambiti il soggetto non incontra il medesimo trattamento. Su questo punto Lacan dice:
Che cos’è che
di: Samantha Monaldi 7 Maggio 2026